Riduzione delle emissioni e degli impatti ambientali

Investimenti per l’ambiente

Il Gruppo Iren assume responsabilmente, con l’impiego di risorse umane ed economiche, l’impegno di ridurre i propri impatti per proteggere l’ambiente. Le spese e gli investimenti sostenuti nel 2020 per la tutela ambientale ammontano a circa 490 milioni di euro così destinati:

  • 56% al miglioramento ed efficientamento delle reti di distribuzione del gas e di energia elettrica, al potenziamento e rinnovo della rete acquedottistica, fognaria e degli impianti di depurazione e allo smart metering;
  • 40% all’ottimizzazione dei sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti per perseguire gli obiettivi di recupero definiti dai piani d’ambito territoriali;
  • 3% all’efficientamento degli impianti di produzione di energia elettrica e termica attraverso interventi di flessibilizzazione, installazione di sistemi di accumulo di calore e di energia elettrica e sviluppo della produzione da fonti rinnovabili (fotovoltaico e idroelettrico);
  • 1% all’implementazione di servizi e prodotti con impatti positivi sull’ambiente rivolti ai clienti (es. IrenPlus e IrenGo).

 

Riduzione delle emissioni

Le emissioni in atmosfera (misure ai camini, calcoli indiretti, numero episodi di perdite, ecc.) vengono monitorate dal Gruppo con grande attenzione, per individuare provvedimenti specifici per ridurle e verificare periodicamente i risultati raggiunti.

La generazione elettrica da fonti rinnovabili produce rilevanti effetti positivi sulla riduzione delle emissioni, così come l’assetto prevalentemente cogenerativo (produzione di energia elettrica e termica che alimenta le reti di teleriscaldamento in diverse città) del parco termoelettrico del Gruppo, contribuisce significativamente a contenere le emissioni specifiche di gas serra.

Oltre 2,7 milioni di tonnellate di CO2 evitate da produzione di energia eco-compatibile, raccolta differenziata, recupero di materia e altre numerose iniziative.

Tutti gli impianti di produzione energetica utilizzano per l’alimentazione fonti rinnovabili, rifiuti o gas naturale e adottano tecnologie di combustione a basse emissioni e per la riduzione degli inquinanti (catalizzatori per la riduzione di CO ed NOX). Sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni consentono la rilevazione in tempo reale dei principali inquinanti e il miglioramento dell’efficienza del processo di combustione delle centrali di cogenerazione, di quelle termiche di taglia maggiore e dei termovalorizzatori. Questi ultimi, inoltre, sono tenuti, in forza delle relative Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA), ad osservare limiti emissivi più stringenti di quelli previsti dalla normativa nazionale.

Gli impianti di produzione energetica di potenza superiore a 50 MW sono obbligati, in base alla normativa ambientale IPPC ed alle relative AIA, al miglioramento continuo delle prestazioni ambientali, con adeguamenti alle migliori tecnologie disponibili per diminuire progressivamente l’inquinamento per le diverse matrici ambientali, comprese le emissioni in atmosfera.

La combustione del biogas prodotto in discarica produce la massima riduzione delle emissioni di metano e di eventuali altri gas serra, seppure con trasformazione in CO2 che ha un potenziale effetto serra di 21 volte inferiore a quello del metano (Fonte: UNI ISO 14064).

Oltre al monitoraggio e al contenimento delle emissioni derivanti dagli impianti di produzione energetica, il Gruppo Iren contribuisce sempre di più alla riduzione delle emissioni di CO2 attraverso specifici investimenti e progetti, quali ad esempio:

  • il teleriscaldamento che sfrutta il calore prodotto in cogenerazione, sostituendo le tradizionali caldaie condominiali e riducendo il consumo di gas naturale;
  • gli accumulatori di calore che assorbono la capacità produttiva degli impianti nei periodi in cui la richiesta è bassa e la riutilizzano per gestire in modo efficiente i picchi di domanda;
  • la raccolta differenziata, che consente di evitare le emissioni che i materiali avrebbero prodotto se avviati a smaltimento;
  • il recupero di materia da rifiuti, che produce un impatto positivo sull’ambiente, per esempio, attraverso il riutilizzo della plastica e la produzione di compost e biometano da rifiuti organici;
  • la mobilità sostenibile e la riduzione degli spostamenti dei dipendenti tramite smart working e forme di lavoro agili;
  • l’offerta di prodotti e servizi per l’efficienza energetica e per la riduzione degli impatti ambientali da parte dei clienti.

Le emissioni evitate grazie all’adozione delle iniziative elencate sono sintetizzate nel grafico che segue:

Emissioni di CO2 evitate (t)

(1) Il calcolo considera come parametro di riferimento le emissioni del sistema termoelettrico nazionale pari a 457,059 kgCO2/MWh nel 2020, 479,01 kgCO2/MWh nel 2019 e 478,224 kgCO2/MWh nel 2018 (dati Terna e PNA). Le emissioni evitate sono diminuite in forza della riduzione del fattore emissivo che rispecchia il progressivo miglioramento del mix produttivo nazionale. I dati comprendono anche la riduzione di emissioni dagli accumulatori di calore.

(2) Il calcolo considera la riduzione di emissioni dalla produzione di energia elettrica da impianti idroelettrici e fotovoltaici, confrontata con il mix termoelettrico tradizionale.

(3) La CO2 evitata dai rifiuti tiene conto di: - produzione da fonti biogeniche: discariche e biodigestore con produzione di energia elettrica da biogas, elettricità e calore prodotti da WTE, assumendo il 51% della produzione complessiva dei WTE come fonte rinnovabile (fonte GSE) e, nel caso in cui vi sia anche produzione di energia termica, convertendo in energia elettrica l'energia termica (per PAI=1/6,88, per TRM=1/4,5) e applicando il parametro di riferimento nazionale (v. nota 1); - raccolta differenziata: il calcolo è basato sulla correlazione tra le tonnellate di rifiuti riciclati più rilevanti (carta e cartone, plastica, organico e verde, legno, ferro, vetro) e le tonnellate di CO2 equivalenti risparmiate (Fonte: Waste management options and climate change EC-AEA 2001); - recupero materia: le emissioni evitate dai principali materiali recuperati in impianti del Gruppo che sono stati sottratti ad incenerimento (plastica, beni durevoli, altri materiali) o dalla materia prima seconda prodotta dal loro recupero (compost, bluair).

(4) Il calcolo considera la quantità di biogas dei depuratori da cui è stata prodotta energia elettrica.

(5) Tra i progetti specifici sono stati considerati sia iniziative interne al Gruppo (es. efficientamento energetico di impianti/processi, mobilità elettrica), sia esterne (servizi per l’efficienza energetica, i prodotti innovativi IrenPlus, la vendita di energia elettrica certificata green, non calcolata negli anni precedenti).

Emissioni di NOX e SOX evitate (1) (t) 2020 2019 2018
Ossidi di azoto (NOX) 467 690 812
Ossidi di zolfo (SOX) 271 435 489

(1) Il calcolo considera le emissioni che, a parità di quantitativi di energia prodotti, sarebbero state generate da caldaie condominiali e dal parco elettrico nazionale, sottraendo le emissioni effettivamente prodotte dagli impianti del Gruppo.

 

Iniziative per mitigare gli impatti ambientali

Sono molteplici le iniziative del Gruppo per ridurre gli impatti ambientali delle attività svolte nei diversi settori di business.

Servizi ambientali

Tutti gli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti del Gruppo sono dotati di sistemi di monitoraggio che garantiscono le misurazioni in continuo delle emissioni e le verifiche di conformità alla normativa e all’Autorizzazione Integrata Ambientale con il controllo delle sostanze indicate. Al fine di rendere ancora più tempestive le regolazioni dei parametri di combustione e di ottimizzare l’abbattimento del mercurio, sul termovalorizzatore di Torino, nel 2020 sono state completate le attività che hanno dotato le tre linee di impianto di un sistema di backup del dosaggio del carbone attivo.

Per quanto riguarda il contenimento delle emissioni di biogas delle discariche, vengono effettuati cicli di controlli interni per la regolazione delle valvole in testa ai pozzi di captazione del biogas con misurazione dell'efficienza di captazione dell'impianto.

Un’altra iniziativa riguarda la sostituzione dei compattatori scarrabili alimentati a gasolio con analoghe attrezzature elettriche. Nel 2020 sono state acquistate 7 nuove attrezzature, che consentono di ridurre le emissioni acustiche e in atmosfera.

Servizio idrico integrato

Le iniziative volte alla riduzione degli impatti ambientali riguardano principalmente:

  • riduzione dei consumi energetici grazie all’adeguamento dei processi di trattamento reflui e alla sostituzione di vecchi macchinari con altri di ultima generazione meno energivori;
  • sostituzione di elettropompe sommerse delle stazioni di sollevamento con nuove pompe munite di inverter;
  • riduzione degli approvvigionamenti idrici attraverso la riduzione delle perdite di acquedotto;
  • miglioramento della qualità delle acque di uscita dagli impianti di depurazione e collettamento di tratti fognari non depurati a sistemi finali di depurazione;
  • abbattimento e contenimento di emissioni odorose dei depuratori, attraverso il confinamento in ambienti chiusi di alcune fasi del processo, per consentire l’aspirazione e il trattamento dell’aria.

La rete di casette per l’erogazione gratuita ai cittadini di acqua potabile (refrigerata e gasata) consente di ridurre fortemente l'utilizzo di bottiglie in plastica (nel 2020 circa 17 milioni di bottiglie da 1,5 litri) e quindi la produzione di rifiuti (588 t di PET evitato). Si stima nel 2020 un risparmio di 1.530 tonnellate di CO2 grazie al mancato consumo di 1.116 tonnellate di petrolio equivalente per la produzione delle bottiglie.

Le casette dell’acqua hanno permesso di evitare circa 1.530 tonnellate di CO2, pari a 1.116 Tep.

Distribuzione gas

Il principale impatto sull’ambiente derivante dal servizio di distribuzione del gas è la dispersione del gas metano in atmosfera. Per garantire sicurezza, qualità e continuità del servizio il Gruppo ha adottato sistemi di monitoraggio distribuito (es. telecontrolli) e sistemi antintrusione, oltre alla continua ricerca programmata e la manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti e delle cabine.

Altre iniziative

Illuminazione a led: prevede l’installazione di nuovi apparecchi d’illuminazione pubblica e lanterne semaforiche dotati di tecnologia a led. Nel 2020 l’iniziativa ha consentito di evitare oltre 17.300 tonnellate di CO2 (si veda pag. 89 del documento "Bilancio di Sostenibilità").

 

Mobility Management

Il Gruppo si impegna a ridurre le emissioni in atmosfera derivanti dalla circolazione su strada, attraverso la progressiva elettrificazione della propria flotta, il rinnovo sistematico degli automezzi e la promozione di iniziative rivolte ai dipendenti.

Veicoli aziendali di proprietà e a noleggio al 31/12/2020 (N.)

 

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Obiettivi @2025

 

Emissioni in atmosfera dei veicoli aziendali (t)

Tipo emissioni (t) (1) 2020 2019 2018
NOX 54,56 91,81 45,01
COV 3,38 4,72 1,78
CO 24,67 33,34 13,95
PM10 3,93 5,13 2,58
CO2 18.456,33 20.516,89 11.204,85

(1) Le emissioni sono calcolate moltiplicando i km percorsi dai veicoli (distinti nelle diverse categorie Euro, tipologie di carburante e di veicolo) per i più recenti coefficienti di emissione (fonte INEMAR - ARPA Lombardia 2018). I dati di percorrenza sono ricavati dal software gestionale in uso. Le percorrenze vengono rilevate attraverso i dati di consuntivo dei file delle compagnie erogatrici di carburante con controlli di merito su anomalie evidenti.

Nel 2020 si evidenzia una significativa diminuzione delle emissioni in atmosfera derivanti dai veicoli aziendali, in particolare si registra una riduzione del 10% delle emissioni di CO2, nonostante la crescita numerica del parco mezzi. Il trend positivo è, in parte, dovuto alle minori percorrenze legate alla riduzione degli spostamenti dei dipendenti, ma anche, e soprattutto, al progressivo efficientamento e miglioramento del parco auto: nel 2020 è, infatti, ulteriormente cresciuta la percentuale dei mezzi ad alimentazione ecologica rispetto al totale, superando il 19% (16% nel 2019) ed è proseguita la campagna di sostituzione di veicoli in obsolescenza (a fine 2020 il 62% dei mezzi diesel e benzina appartengono a categorie Euro 5 e 6, +12% rispetto al 2019).

La gestione degli autoveicoli è realizzata nel rispetto delle linee guida aziendali che definiscono livelli di sicurezza, percorrenze massime e livelli di sostituzione in relazione alle percorrenze complessive, all’età del veicolo e al livello di usura, unitamente alle mutate esigenze operative o alle sinergie gestionali tra i differenti territori di operatività.

Il Piano Industriale al 2025 conferma, ancora una volta, la spinta verso la mobilità sostenibile: l’obiettivo è raggiungere nel 2025 il 35% di veicoli ecologici sul totale della flotta aziendale e nel lungo periodo, al 2035, il 50%.

Questo sarà possibile attraverso la prosecuzione del progetto IrenGo, che prevede l’acquisto di veicoli full electric – autovetture, furgoni, mezzi per la raccolta differenziata e mezzi pesanti – e l’installazione di infrastrutture di ricarica (colonnine e wall box) presso le sedi aziendali. A fine 2020 sono oltre 720 i mezzi già in circolazione (tra autovetture, furgoni e quadricicli per la raccolta rifiuti), mentre i punti di ricarica operativi risultano oltre 700.

I nuovi veicoli contribuiscono al miglioramento della qualità dell'aria nei contesti urbani in cui si trovano quotidianamente ad operare. Nel 2020, il progetto IrenGo ha consentito di evitare circa 1.100 t di CO2 e oltre 260 Tep.

Il Gruppo promuove anche iniziative per incentivare i dipendenti ad utilizzare i mezzi pubblici (acquisti di abbonamenti a prezzo scontato, rateizzato o con addebito sullo stipendio) e metodi di trasporto alternativo per raggiungere il luogo di lavoro, come l’App “Ecoviaggio Smart” offre ai dipendenti la possibilità di organizzare i viaggi di lavoro in car sharing.

Il lavoro da casa nel 2020 ha avuto un impatto ambientale positivo: 2.000 t di CO2 evitate e quasi 1.000 Tep risparmiate.

Inoltre, il Gruppo ha attivato già da diversi anni le modalità di lavoro da remoto (telelavoro e smart working), che, nel 2020, a causa dell’emergenza Covid-19, sono state estese in maniera significativa, arrivando a coinvolgere 3.166 dipendenti. Questo ha generato un rilevante impatto ambientale positivo: infatti, grazie alla riduzione degli spostamenti stimata in quasi 14 milioni di km, sono state evitate oltre 2.000 tonnellate di CO2 e risparmiate quasi 1.000 Tep.

 

Temi rilevanti

Emissioni

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